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Una tantum CCNL terziario a tassazione separata




Attraverso il protocollo straordinario di settore – sottoscritto da Confcommercio, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, e Uiltucs-Uil – del 12 dicembre 2022, è stata definita un'una tantum di importo pari a 350,00 euro lordi sul IV livello. Tale elemento retributivo dovrà essere corrisposto ai soli lavoratori in forza allo scorso 12 dicembre e secondo le seguenti scadenze:


- 200,00 euro con la retribuzione di gennaio;

- 150,00 euro con la retribuzione di marzo.


Gli importi dell'una tantum vanno erogati pro quota in rapporto ai mesi di anzianità di servizio maturati durante il periodo dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022. Ai fini dell'anzianità non saranno conteggiati i periodi di servizio militare, aspettative non retribuite, nonché tutti i periodi in cui non sia dato luogo a retribuzione a norma di legge e di contratto. Pertanto, a titolo esemplificativo, sono computati nell'anzianità di servizio ai fini dell'una tantum il congedo di maternità, i congedi parentali e i periodi di sospensione e/o riduzione dell'orario di lavoro per la fruizione degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro.


Per quanto riguarda i riflessi su altri istituti, l'importo a titolo di una tantum non sarà utile ai fini del computo di alcun istituto contrattuale, né del trattamento di fine rapporto.


Per i lavoratori con contratto a tempo parziale gli importi dell'una tantum dovranno essere riproporzionati in relazione all'orario effettuato.


Confcommercio ha fornito altre precisazioni utili alla gestione dell'una tantum.

Per i soli part time verticali, l'una tantum verrà riconosciuta per le giornate lavorative prestate, a prescindere dal computo dei 15 giorni nel mese.


In caso di rapporti di lavoro a termine, l'importo va calcolato con i medesimi criteri di proporzionalità, comprendendo tutti i rapporti di lavoro intercorsi nel periodo di riferimento.


Per gli apprendisti l'importo va calcolato in riferimento ai livelli di inquadramento in essere durante tutto il periodo di riferimento


Le giornate da considerare per i lavoratori intermittenti sono solo quelle di effettivo lavoro prestato, quindi a prescindere dal computo dei 15 giorni nel mese.


Nel caso di cambio del contratto collettivo applicato, avvenuto nel periodo di riferimento, vengono computati i soli periodi nei quali al lavoratore si applicava il CCNL Tds (terziario distribuzione servizi). In ogni caso, alla data del 12 dicembre 2022 ai lavoratori doveva essere applicato il CCNL Tds per il diritto all'una tantum.


Non sono conteggiati ai fini dell'anzianità i periodi di servizio militare, aspettative non retribuite, nonché tutti i periodi nei quali on sia stata erogata retribuzione a norma di legge e di contratto.

La somma a titolo di una tantum è assoggettata al regime di tassazione separata, in quanto la stessa ha carattere di emolumento tardivo e la causa di tale ritardo è di natura giuridica.


Presupposto per aver diritto all'una tantum è che il personale sia in forza presso il datore di lavoro alla data di sottoscrizione dell'accordo, ossia il 12 dicembre 2022. Pertanto, l'una tantum non spetta in caso di rapporto cessato anteriormente a tale data, oppure a chi sia stato assunto successivamente, anche se prima dell'effettiva erogazione. Per i lavoratori che cessano il rapporto successivamente alla data del 12 dicembre 2022, sebbene prima dell'erogazione degli importi, il diritto si considera pienamente maturato.

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