Pandemia Energetica: Indagine Federlazio


La Federlazio ha realizzato un’indagine su un campione di 200 aziende per monitorare la situazione di difficoltà delle imprese legate all’impennata dei prezzi di gas ed energia.


Dai dati raccolti oltre 7 imprese su 10 hanno visto crescere in maniera drammatica i costi per la fornitura dell’energia elettrica, 5 su 10 quelli del gas.


Il risultato è che il 9% delle aziende interpellate è in sofferenza economica; il 47% dichiara che, pur registrando impatti negativi, l’attività aziendale non è compromessa; il 16% descrive una situazione abbastanza grave, con consistente calo dei margini aziendali, mentre il 27%, operando in settori che non comportano utilizzo significativo di energia e gas, ha subito effetti marginali.


Le categorie più colpite la Ceramica, la logistica, la lavorazione dei metalli, la ristorazione e il commercio al dettaglio e all’ingrosso: il 5% delle aziende rischia di sospendere o chiudere le proprie attività produttive, il 18% pensa di reggere ancora qualche mese, il 10% prevede riduzione delle attività e ricorso alla CIG, il 44%, nonostante la riduzione dei margini, è ancora in grado di mantenere gli attuali livelli produttivi, il 22%, appartenente nella quasi totalità al settore dei servizi non commerciali, ritiene che i costi energetici non incideranno in maniera significativa su ricavi e margini di guadagno.


Così Silvio Rossignoli, Presidente Federlazio: “I nostri imprenditori mostrano coraggio nell’affrontare emergenze e fenomeni critici che non dipendono dal loro impegno. Senza interventi immediati da parte delle istituzioni europee, nazionali e dei sistemi regolatori dei mercati per contenere la volatilità dei prezzi delle materie prime e dell’energia sui mercati globali, molte imprese rischiano una battuta d’arresto nel percorso di rilancio e innovazione iniziato nel post pandemia”.


Luciano Mocci, Direttore Generale Federlazio, sottolinea che: “Sarà necessario accelerare quel piano di diversificazione delle fonti e di rafforzamento dell’autonomia energetica del nostro Paese senza il quale il nostro sistema economico-produttivo rischia seriamente di imboccare un percorso di forte declino e di mettere a rischio il conseguimento degli obiettivi di innovazione tecnologica e digitale che sta perseguendo con tenacia”.

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